Parodi: “Che emozione l’esordio, ma voglio di più”

5 anni ago
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Chissà se Simone Parodi si era sognato un inizio di stagione così ricco di emozioni. Domenica scorsa, a sette mesi dall’ultima gara ufficiale, è sceso di nuovo in campo indossando per la prima volta la casacca di Piacenza. Un giro in seconda linea e solo un pallone toccato, ma intanto lo schiacciatore ha rotto il ghiaccio dopo l’operazione di riallineamento rotuleo a cui si è sottoposto lo scorso 2 maggio a Roma. Nemmeno il tempo di metabolizzare la novità che arriva la trasferta a Civitanova, dove Simone si vedrà passare davanti agli occhi gli ultimi cinque anni della sua vita, i due scudetti e le due Supercoppe vinti con la maglia della Lube.

Facciamo un passo indietro e torniamo alla gara del PalaBanca contro Perugia, di fronte a oltre 4mila spettatori, come hai vissuto il tuo nuovo esordio?

“Forse è un po’ esagerato parlare di esordio, perché io me lo immagino in un altro modo, quando sarò completamente pronto. Comunque è stato un ingresso inatteso, per questo ho vissuto un’emozione doppia. In allenamento riesco a fare quasi tutto, ma ancora a ritmi bassi, dunque non pensavo di poter entrare. Quando Giuliani ha fatto il mio nome sono rimasto un attimo sorpreso”.

Cottarelli (sinistra) e Parodi, prima stagione a Piacenza

Cottarelli (sinistra) e Parodi, prima stagione a Piacenza

Ti è passata davanti agli occhi un’estate intera trascorsa nelle sale di fisioterapia per recuperare il prima possibile dall’intervento?
“Da 4 mesi sono in palestra tutti i giorni due volte al giorno. E’ molto dura, ma ho un obiettivo importante da raggiungere: ho già sostenuto tre riabilitazioni, ma posso dire di non aver mai lavorato così duramente. Sono molto contento dei risultati che stiamo ottenendo, adesso arriva la parte più difficile ma anche più divertente: riprendere il ritmo insieme ai compagni”. Hai stilato una tabella di marcia? Quando sarai in grado di fornire un contributo importante alla nuova Piacenza anche in attacco?
“Le tabelle le stilano i medici e mi avevano detto: fra 4 mesi riuscirai a fare tutto. Però dal non avere più problemi a giocare a pallavolo ce ne passa. Adesso sto iniziando a saltare e ad attaccare, se mi dicessero che potrei essere pronto a inizio novembre firmerei immediatamente. I tempi sono rispettati, ma ho subito un intervento importante e a me non interessa entrare dieci giorni prima rischiando poi di fermarmi di nuovo. Il mio obiettivo è presentarmi in campo e non uscire più fino al termine dell’annata, per questo giocherò quando sarò a posto”.

Simone Parodi (sx) il giorno della presentazione a Piacenza

Simone Parodi (sx) il giorno della presentazione a Piacenza

C’è stato un momento in cui hai detto: basta, adesso smetto?
“Sì. Ho 30 anni e dunque potenzialmente ancora qualche stagione da protagonista, sono abbastanza forte di testa e le operazioni non mi hanno mai spaventato. Però ho vissuto dei periodi difficili e qualche volta a farmi compagnia è arrivato lo sconforto. So che l’operazione effettuata a maggio non è risolutiva, per cui quando durante la ripresa sentivo qualche dolorino il morale non era al massimo. E’ stata dura, ma adesso lavoriamo per rinforzare il tono muscolare e le cose vanno molto meglio”.
Chi ti è stato più vicino in questi mesi complicati?
“La mia fidanzata, mamma e papà”.

il 30enne Simone Parodi (dx) con Alletti

il 30enne Simone Parodi (dx) con Alletti

Che obiettivo ti sei posto per quest’anno, sia personalmente sia con Piacenza?
“Le due cose coincidono, perché se riesco a giocare ai miei livelli anche la squadra ne guadagna. Io voglio scendere in campo tranquillo, poi può succedere di tutto. In questa fase Modena, Trento, Perugia e Civitanova ci sono superiori, ma se entriamo nei playoff e ci presentiamo al top nel momento clou della stagione può succedere di tutto. La squadra è stata allestita bene, mi piace pensare a Piacenza come a una bomba a orologeria”.
Domenica torni per la prima volta a Civitanova da avversario dopo cinque anni da protagonista con la maglia della Lube. Ti sei già immaginato l’ingresso in campo?
“L’emozione sarà tanta, però non giocherò e dunque la vivrò in modo ovattato perché quando ti presenti nel sestetto è tutta un’altra cosa. Comunque se dovessi entrare anche solo per un giro dietro mi aspetto una situazione diversa dal solito, bella e intensa. I miei ex compagni? Con qualcuno ci siamo sentiti al telefono, ma per ora nessuno sfottò. Probabilmente arriveranno durante i saluti sottorete o nell’allenamento della domenica mattina”.
Se dovessi scegliere un solo momento della tua avventura con i marchigiani? La fotografia più bella di cinque stagioni tutte ad alto livello?

“Ce ne sono stati parecchi, ma se devo scegliere allora dico lo scudetto vinto a Milano. E’ stato fantastico”.

 Matteo Marchetti 

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