Bellerin sul coming-out: “Calcio non pronto. Mi chiamavano ‘lesbica’ per i capelli lunghi”

4 giorni ago
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(Photo by Clive Rose/Getty Images)

Il libro di Philip Lahm, in cui l’ex capitano della nazionale tedesca sconsiglia ai calciatori di dichiarare la propria omosessualità e di parlarne con i compagni di squadra, continua a far discutere. Quello del campione del mondo 2014 è un ragionamento ampio, teso a mostrare empatia nei confronti di chi non può esprimere liberamente la propria sessualità a causa di un mondo, quello del calcio, abbastanza maschilista. Ma ovviamente il tedesco è finito sotto i riflettori della polemica. A difenderlo, però, arriva un ex collega anche di ruolo. Hector Bellerin, terzino dell’Arsenal, non è esattamente il prototipo del calciatore con una mentalità chiusa: è vegano, si veste in maniera considerata da molti eccentrica e combatte per i diritti delle persone omosessuali.

COMING-OUT – Eppure in un’intervista al Times esprime le stesse preoccupazioni di Lahm. “Non credo che il calcio sia pronto. Negli spogliatoi se ne parla, ma non ho mai sentito nessuno che abbia detto di essere gay. E se qualcuno lo facesse, i compagni di squadra non direbbero nulla e lo farebbero per proteggerlo. È impossibile che un calciatore decida di annunciare la sua omosessualità. Alcuni tifosi non sono preparati. Nel rugby i tifosi hanno cominciato a rispettarlo, ma la cultura del calcio è diversa. Fare coming-out può essere un grande problema”. Insomma, non che non sia giusto o apprezzabile, ma chi decide di fare coming-out sa bene che dovrà trovarsi di fronte a reazioni non proprio positive. Che poi è esattamente il motivo, come hanno spiegato tutti quelli che a fine carriera hanno rivelato di essere omosessuali, per cui è così complicato fare un passo del genere mentre si è ancora in campo.

(Photo by Stephen Pond/Getty Images)

LESBICA – Del resto uno come Bellerin lo sa bene, perchè proprio visto il suo stile molto particolare è spesso stato vittima di insulti del genere. Un qualcosa che il terzino dell’Arsenal aveva denunciato qualche tempo fa e che continua a sottolineare. “La gente mi ha chiamato ‘lesbica’ perchè avevo i capelli lunghi e ho ricevuto molti altri insulti omofobi, alcuni dei quali negli stadi, ma la maggior parte sui social network. Ho imparato a proteggermi da queste cose, ma a volte possono condizionarti e di tanto in tanto ti portano a metterti in discussione. Ma le persone devono potersi esprimere nel modo che le rende più felici”. Insomma, in un mondo perfetto non dovrebbero esserci problemi del genere. Ma, come spiegano Lahm e Bellerin, un conto è quello che si spera, un conto è quello che si rischia di ottenere…

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